Flan di asparagi
13:02
GLI ASPARAGI E L'IMMORTALITA' DELL'ANIMA
Non c’è alcun rapporto fra gli asparagi e l’immortalità dell’anima. Quelli sono un legume appartenente alla famiglia delle asparagine, credo, ottimo lessato e condito con olio, aceto, sale e pepe. Alcuni preferiscono il limone all’aceto; anche eccellente è l’asparago cotto col burro e condito con formaggio parmigiano. Alcuni ci mettono un uovo frittellato sopra, e ci sta benissimo. L’immortalità dell’anima, invece, è una questione; questione, occorre aggiungere, che da secoli affatica le menti dei filosofi. Inoltre gli asparagi si mangiano, mentre l’immortalità dell’anima no. Questa, insomma, appartiene al mondo delle idee. Naturalmente, nel caso in esame, all’idea corrisponde un fatto. Da questo punto di vista si può dire che l’immortalità dell’anima è una qualità dell’anima, una proprietà peculiare dell’anima, un concetto insomma, il quale indica il fatto che le anime sono immortali. Siamo sempre ben lontani dagli asparagi.Altra differenza è che sono state scritte molte più opere sull’immortalità dell’anima che sugli asparagi. Almeno credo. Ancora: non tutti credono nell’immortalità dell’anima, mentre che degli asparagi e della loro esistenza tutti sono certi, nessuno dubita. Eppure la verità è proprio l’opposto: si può dubitare dell’esistenza degli asparagi, non dell’immortalità dell’anima. Tuttavia, anche così, tra gli uni e l’altra c’è un enorme divario.Ciò senza dire d’infinite altre differenze fra quelli e questa.Vediamo ora se e in quali direzioni si possano ricercare punti di contatto fra gli asparagi e l’immortalità dell’anima. Questa e quelli possono generalmente considerarsi cose gradevoli. Difatti, se l’anima non fosse immortale, nulla resterebbe di noi e questo sarebbe molto sgradevole. Di tutt’altro genere è la gradevolezza degli asparagi, che graditi sono al palato.Mi accorgo che casualmente m’è venuta sotto la penna un’analogia del tutto accidentale fra gli asparagi e l’immortalità dell’anima: m’è capitato, cioè, di dire che, se l’anima non fosse immortale, nulla resterebbe di noi; invece, essendo essa immortale, resta molto, resta la parte migliore di noi. Anche degli asparagi resta molto, purtroppo; ma al contrario di noi, non la parte migliore o più nobile. Anzi resta la peggiore, il gambo. Tuttavia, esso resta in misura considerevole, il che non sempre avviene nel caso d’altri vegetali già cotti, come, per esempio, gli spinaci, che sono interamente commestibili. Forse questo è l’unico punto di contatto fra l’immortalità dell’anima e gli asparagi e sono lieto di averlo trovato, sia pure involontariamente e per mero caso, perché questo dà un contenuto positivo all’indagine che ci eravamo proposti e ci procura dei risultati che vanno oltre le più ottimistiche previsioni. Ma, ripeto, è un contatto puramente formale ed esteriore, in quanto c’è una bella differenza fra l’anima e un gambo d’asparago! Non solo, ma questa analogia del tutto formale non è nemmeno esclusiva degli asparagi, poiché anche i carciofi si trovano nella stessa situazione, quanto a percentuale di scarto.Per concludere e terminarla con un’indagine che la mancanza di idonei risultati rende quanto mai penosa, dobbiamo dire che, da qualunque parte si esamini la questione, non c’è nulla in comune fra gli asparagi e l’immortalità dell’anima.
Achille Campanile
Ingredienti:
pasta brisè Felder
200 g di farina 00
90 g di burro
1 uovo
5 g di sale
20 g di acqua
un pizzico di bicarbonato ( mia aggiunta )
per la farcia
200 g di asparagi selvatici
70 g di ricotta
60 g di mascarpone
30 g parmigiano
3 uova
olio d'oliva
sale e pepe
Preparare la pasta brisè con un mixer mettendo tutti gli ingredienti insieme o a mano, con la punta delle dita, velocemente, evitando di scaldare il burro sabbiandolo prima con la farina e unendo poi gli altri ingredienti.Tenere in frigo.
Soffriggere gli asparagi a pezzetti con l'olio.
Mescolare i formaggi, unire le uova, gli asparagi, il sale e il pepe.
Rivestire gli stampini ( Pedrini ) con la pasta brisè stesa all'altezza di 2-3 mm e riempire con la farcia.
Cuocere in forno a 180° per circa 20 minuti, la pasta deve risultare leggermente dorata.

39 commenti
che aspetto godurioso...baci.
RispondiEliminaahahahah....l'ho letta tutta d'un fiato perché ero curiosa di vedere dove andava a finire.....bella però!!!! Ancor più belli i tuoi tortini!!! Un abbraccio
RispondiEliminaBel post e ottimi flan! Buona serata, Babi
RispondiEliminaChe splendide tartine!!!! e che meravigliosa indagine...curiosa e simpatica...per arrivare ad una conclusione che condivido
RispondiEliminaUn bacio Dana!!!!
bellissima ricetta me la segno , ascolta quanti ne sono usciti con questa dose , grazie?
RispondiEliminahihihihi mi credi che ho tirato un sospiro di sollievo quando sono arrivata alla conclusione e ho letto "Achille Campanile"? Pensavo avessi avuto un attacco filosofico acuto e mi stavo preoccupando :)) Dissertazione a parte su asparagi e immortalità dell'anima, queste tartine sono una favola. Bellissime da presentare, inno alla primavera e gustosissime. Io gli asparagi li adoro. E spesso riciclo anche i gambi. Un bacione, buona serata
RispondiEliminaHo letto tutto di un fiato il post...non capivo cosa volessi dire...poi ho visto la firma e mi sono rasserenata....buoni i flan!!!!
RispondiEliminaBuona serata
Buoni e belli...ottima idea. Gli asparagi mi piacciono tanto !
RispondiEliminaSono di corsa e non posso leggermi tutto il post, ma non potevo non lasciarti un commentino...mi è bastato vedere questi mini flan per innamorarmene! Che buoni devono essere!!!!
RispondiEliminache belle tartine, non vedo l'ora di mangiare i primi asparagi selvatici, sicuramente farò nel weekend una gitina in croazia, lì cì sono già e me ne comprerò un mazzetto. Il mascarpone mi da l'idea che serva da legante tra il delicato della ricotta e il gusto più prepotente degli asparagi. Un abbraccio
RispondiEliminaCome Federica prima di arrivare alla firma di "Achille Campanile" ero seriamente preoccupata, ma anche divertita perché mi sembrava un monologo di quelli miei quando mi ritrovo a pensare...magari mentre spignatto in cucina :-D Mi conforta perché se l'ha scritto uno che pazzo non era, io forse non mi sto ancora avviando all'Alzheimer!
RispondiEliminaBellissime le tortine di asparagi!
Bacione
Ho letto fino alla fine sperando in un colpo di scena,finalmente avrei capito!!!Poi ho letto il nome dell'autore e mi son sentita sollevata,la nostra Dana era ancora lucida ed equilibrata.Forse questo filosofeggiare non è alla mia portata,ma certe riflessioni mi sembrano soltanto dei rompicapi inutili!!Invece questi tortini sono di una concretezza unica,sono a dir poco favolosi!!Un bacio cara e i miei omaggi all'asparago che merita di sicuro tutto il mio rispetto!!
RispondiEliminacomplimenti molto raffinato
RispondiEliminaMa sai che mi stavo chiedendo cosa ti fossa capitato?...non riuscivo a capire, leggere la firma sotto il pezzo mi ha rassicurata sulla tua salute!!!
RispondiEliminaottima ricetta, le disquisizioni filosofiche o gastronomiche le lascio ad altri!
buon we
loredana
Ahahahah, ho dovuto leggere tutto fino all'ultima riga e allora ho capito! non eri impazzita..semplicemente non erano parole tue ;)) io concordo sull'immortalità dell'anima e concordo con il fatto che gli asparagi mi piacciono molto e quindi i flan che hai proprosto sicuramente sarebbero spazzolati in un baleno ^_^
RispondiEliminaComunque davvero un bel post :))
Vai Achille Campanile!:) però a essere sincera ho preferito decisamente la parte inferiore... si vede che amo cucinare, si?;)
RispondiEliminaLe flan sono bellissime e lo scritto divertente, l'immortalita' dell'anima non m'interessa molto perche' credo nella forza vitale e non nell'anima che presuppone troppo ego (insomma, proprio non vogliamo mollare ehh!!) ma se rinascero' spero che sia in un posto dove ci sono tanti asparagi :-).
RispondiEliminaCiao
Alessandra
Hanno un aspetto divino, brava!!! Buon we!
RispondiEliminaBell'analogia e tortini non certamente immortali... li farei fare una certa fine ... subito e volentieri!!!
RispondiEliminaIo adoro gli asparagi! che bontà!
RispondiEliminabaci baci
Il tuo flan è spettacolare!!!!bellissimo e delicato!il tuo post con le parole di Campanile mi ha fatto sorridere, vengono anche a me analogie simili e paradossali a volte:) Beh...non ha tutti i torti!Gli asparagi costano parecchio e si buttano via quasi la metà, l'anima viene spesso fatta a pezzi da eventi o persone nocive ma...sopravvive:-) O almeno è quello che con forza speriamo. Un grande abbraccio!!!
RispondiEliminaCiao,
RispondiEliminati va di partecipare nella mia nuova raccolta di Biscotti???
Finalmente pronto PDF della Raccolta delle Fragole, lo puoi scaricare sul mio blog.
Irina
Anch'io spreco davvero poco del gambo :) non so se questo comporta un diverso rapporto tra gli asparagi e l'immortalità dell'anima :)!
RispondiEliminaLe tue tortine sono qualcosa di sublime!
Buon fine settimana!
Lettura gradevolissima!! :)
RispondiEliminaAnch'io adoro gli asparagi, selvatici e non!!
Il gambo non lo butto, lo metto nella minestra di verdura ..che poi diventa.. "passato".
Flan delicatissimo e decisamente invitante!!
Felicissimo fine settimana!!!
Tanti baci!!
Che bella "indagine" che ci hai proposto cara, l' ho letta tutta d' un fiato!!! Purtroppo gli asparagi sono destinati a far buttare una parte di se, ma il risultato che da la parte che sopravvive mi sembra davvero eccezionale...Come queste tartine sfiziose e bellissime!! Un bacione grande e buon w.e.
RispondiEliminanon amo gli asparagi, ma mi papperei volentieri volentieri una delle tue tortine ;-D
RispondiEliminaBuone queste tartine.....baci e a presto!
RispondiEliminaQue hermosos te han quedado me encantan los espárragos y estos bocaditos deliciosos,abrazos y abrazos.
RispondiEliminaquestioni filosofiche a parte questi flan sono gustosissimi!!! ;)
RispondiEliminaDana cara, mi inviti a nozze con questi flan...gli asparagi selvaggi campeggiano da ieri nel mio frigo...devo provare!! Un bacio!
RispondiEliminadai che bel post.... :) complimenti cara anche per la ricetta! Da provare!
RispondiEliminaCiao Dana che carina questa ricetta!!!!!!
RispondiEliminaBaci
posso rubarne qualcuno? Buon weekend cara Dana, un bacione....
RispondiEliminauna cremina fantastice ed una dissertazione davvero perfetta per dimostrare
RispondiElimina1° la bontà degli asparagi tutti (gambi inclusi, anch'io li adopero quasi fino al legno :)
2° che l'anima è la parte più nobile di noi quanto lo è il gambo per l'asparago: senza di esso non potrebbe esserci nemmeno il fiore, come senza immortalità non ci sarebbe questa vita :)
baci, la cremina è fantastica ed arriva anche il tempo di goderne!
gli asparagi sono ottimi! ho la fortuna che il compagno della mamma li raccoglie in montagna che gusto :P
RispondiEliminaquesti flan sono una leccornia!
Buona domenica cara ! :)
RispondiEliminaGli asparagi selvatici quanto mi piacciono,e quanti ricordi legati a essi.Splendida ricetta.
RispondiEliminaUn caro abbraccio e buona domenica Francesca
mi piace il tuo blog :) splendide ricette e ti seguo con piacere :) se ti va passa da me anche seprime armi :) ciao :) sono alle
RispondiEliminaInteressante questa storia dell'immortalità dell'anina e degli asparagi !
RispondiEliminaMa ancora più interessante è la tua ricetta, sarà che adoro gli asparagi selvatici che... non vedo l'ora che escano per provarla!
Ciao Dana, un saluto grande grande con l'augurio di una serena settimana e rinnovati complimenti per questo tuo bellissimo angolo, che tra ricette, frasi e riflessioni mi piace ogni giorno di più !
Grazie per il tempo che mi hai dedicato.