Sagne a pezzate al pomodoro fresco piccante

23:18

Un piatto povero tipico abruzzese... soprattutto dell'alto vastese...Carunchio...Palmoli...
 Al ritorno dai campi, con la stanchezza di un giorno di lavoro, mentre l'acqua era messa a bollire nel calderone sul fuoco del camino si impastava velocemente la semola con l'acqua e altrettanto velocemente dalla sfoglia si tagliavano pezzi di pasta dalla forma irregolare, una sorta di maltagliati. Il capofamiglia finiva di accudire l'asino e si poteva andare a tavola, una tavola semplice, dove si mangiava in silenzio un piatto di pasta fatta in casa con un profumato sugo di pomodoro e basilico, un pezzo di pecorino e qualche tocchetto di ventricina dell'ultimo maiale allevato in cortile.
Un quadro vero, vero nella mia mente dipinto dai racconti di quando mio padre era un maresciallo dei Carabinieri in quei paesi d'Abruzzo dove la neve durava per gran parte dell'Inverno e arrivavano i lupi che nei boschi non riuscivano più a trovare di che nutrirsi. Lì siamo nati, e abbiamo vissuto per alcuni anni, io e mio fratello, tra la gente semplice e dove il reato più grave, per fame, era il furto di polli.  Era proprio lui, mio fratello, che si intrufolava a casa di tutti per cena, come se  le pietanze degli altri fossero più buone di quelle di casa sua, probabilmente lo erano o lo attirava l'atmosfera che quelle tavole creavano o piuttosto la voglia di mangiare con altri bambini visto che per sette anni è stato figlio unico!  Poi sono arrivata io e di quando rubavo le patate bollite destinate ai maiali ci sarà modo di raccontare.



Ingredienti:


per la pasta
300 g di semola rimacinata di grano duro
3 uova ( mia aggiunta, la ricetta originale prevede solo acqua)


In una ciotola versare la farina, fare una fossetta al centro e unire le uova (o l'acqua). Batterle con la forchetta e iniziare ad impastare (questo passaggio mi permette di tenere pulito il piano di lavoro). Versare sulla spianatoia di legno o sul marmo e continuare a lavorare l'impasto fino a renderlo lisci ed elastico. Coprirlo con la ciotola e lasciarlo riposare per almeno 20 minuti.
Tirare la sfoglia dello spessore di un paio di millimetri, infarinarla bene, tagliarla in due, sovrapporla fino ad avere più strati. Tagliarla a strisce larghe circa 3cm e quindi a rombi.



per il sugo
1\2 kg di pomodori maturi
1 spicchio di aglio
basilico abbondante
peperoncino a piacere
olio extravergine di oliva
sale
In un tegame mettere i pomodori tagliati a pezzi, l'olio, il peperoncino, l'aglio, il basilico e il sale.
Far cuocere per circa 30 minuti, dipende da quanta acqua contengono i pomodori, e passare con un passaverdure.

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29 commenti

  1. In compagnia tutto prende più gusto, anche un bicchiere d'acqua. Mia mamma mi ha raccontato diverse volte che mio zio (suo fratello) da piccolo faceva lo stesso, tutte le sere scappava a casa dei vicini, tanto che mia nonna di nascosto gli portava la cena lì. Quella stessa cena che magari a casa sua non avrebbe neanche assaggiato! In questo piatto semplice si respira tutto il profumo e il calore di casa. Sono queste le ricette che mi fanno stare bene :) Un bacione, buona settimana

    P.S. grazie del bellissimo commento che mi hai lasciato ieri ^_^

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  2. Quanta poesia in questo post tesoro è ricco di ricordi di usanze e nahce di tradizioni e questa pasta è favolosa!!!!!bacioni,Imma

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  3. Questo spezzone di vita che ci hai raccontato va dritto al cuore mia cara...La semplicità delle cose di una volta e il modo di vivere di allora, in questi giorni frenetici ci sembra così lontano...e invece è proprio da quei racconti che dobbiamo apprezzare quello che oggi abbiamo cercando di essere più sereni e accontentandoci di più!! La tua pasta è meravigliosa e mi piacerebbe mangiarla in tua compagnia...Un bacione cara e buona settimana!

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  4. Un piatto buono e bello proprio nella sua semplicità!!!

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  5. Ciao Dana! Che belle le storie che racconti e i piatti che ci consigli;) un bacione e buona settimana

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  6. Questo è proprio il tipo di piatto che piace a me..pasta fresca, pomodoro, basilico..insomma, una meraviglia !

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  7. che bello leggerti! sembra di esserci stati nella realtà che descrivi, anche se nell'abruzzo della mia infanzia non ci sono mai neve o lupi ma reti da pesca e mare.le emozioni e la semplicità che descrivi fanno parte comunque del mio passato e mi fanno sentire che pur lontane, siamo molto vicine. ti abbraccio forte.

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  8. Mi piacciono i racconti di vita di qualche anno fa. Sai che ricordo anch'io mia nonna che in poche mosse e soprattutto in pochissimo tempo preparava le tagliatelle per pranzo.
    Ora, quando decido di preparare la pasta fresca.. mi ci va una mattinata!!
    Tanta ammirazione!!!!!!!
    Un bacio enorme e felice settimana!! :)

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  9. Semplice ma tanto buono questo piatto!!
    Buona settimana!

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  10. La semplicità di una volta splendidamente raccontata ....cara Dana ...dalle tue parole e dalla ricetta
    E aspettando la tua storia sulle patate bollite
    Ti mando un grande abbraccio e l'augurio di una splendida settimana!!!!!!!!!!!!!!!!
    Ciao bimba

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  11. un primo che non conoscevo assolutamente da provare

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  12. Le femminucce sono più furbe dei maschietti, quindi sarei curiosa di sapere come rubavi le patate destinati ai maiali... Questa pasta rustica al pomodoro, ha tutta la bontà della semplicità! Un abbraccio Dana :)

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  13. wow! che storia! mi piace sempre sentire del passato...quante esperienze! adesso attendo la tua storia sulle patate!
    La ricetta deve essere davvero buonissima!
    Baci Baci

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  14. E adesso so qualcosa in più di te :-) è bello tenere vivi i ricordi e questo piatto delizioso è ricco di poesia e tanto amore :-)

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  15. Un piatto meraviglioso, davvero invitante!!!! Bravissima, baci

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  16. Questa è una di quelle storie che mi emozionano....assomiglia molto a quelle che la mia nonna racconta ancora...anche lei è nata da quelle parti... Un piatto semplice, ma che gusto!!!
    Un abbraccio!!

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  17. Che buona| Adoro la pasta fresca! E queste tradizioni sono indimenticabili :)

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  18. Mi fai venire l'acquolina in bocca!
    Aspetto di leggere il racconto delle patate ;o)
    Baciotto
    Laura

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  19. Anche noi fratelli facevamo a gara per farci invitare a pranzo o a cena dalle famiglie nella contrada,ci azzuffavamo per essere i prescelti.
    Quante similitudini tra i tuoi ricordi ed i miei, anche per le patate bollite...Solo che alla nostra tavola c'era spesso e volentieri polenta..Una meravigliosa pasta fatta così c'era da sognarsela!
    Un abbraccio cara

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  20. che belle queste tradizioni.. e questa pasta è davvero stupenda!! buonissima

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  21. Che meraviglia! La ricetta, il racconto. Proprio quello che cerco in un piatto, la storia, l'origine.
    Dana, complimenti, hai scritto un post bellissimo!
    Un bacione

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  22. gran bel post ricco di emozioni vissute..
    e una ricetta buonissima!!
    ciaoo

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  23. bellissimo post! i sapori genuini sono sempre i migliori!
    ciao :-)

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  24. Mi sono immersa completamente nel racconto di quei luoghi che sono anche miei, di fatti che ho vissuto anch'io, soprattutto attravero i miei nonni!
    Grazie per questo scorcio verace e intenso!
    Il piatto è semplicemente meraviglioso!
    Un grande abbraccio!

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  25. Un piatto semplice e delizioso come solo i patti della tradizione sanno essere.

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  26. Oggi voglio fare ai miei figli le sagne a pezzi e ho letto questo post quanti ricordi.... della mia infanzia trascorsa a Gessopalena. Quello che ho letto è tutto vero . Grazie per le emozioni che mi avete dato.

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Grazie per il tempo che mi hai dedicato.

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